Ma Papà ti manda sola? What’s up Doc?

"WHAT"S UP DOC?"

Rubrica recensioni #acazzodicane

Usa, 1972.

Regia: Peter Bogdanovich. Che non sarà il più famoso di tutti, ma nemmeno l’ultimo degli stronzi.

Cast: Ryan O’Neal, quello di Love Story; Barbara Streisand, che magari non vi piace come cantante ma in sto film vi assicuro che è perfetta; Madeline Kahn, che per chi non sapesse chi è (vergogna) era la fidanzata di Frankensteen in Frankenstein Junior, e qui è al suo primo film. E si è beccata pure la nomination al primo film, mica male eh?

Recensione:

Il titolo originale è “What’s up Doc?”, che Barbara Streisand pronuncia un tot di volte nel film, dall’inizio alla fine, e che è l’intercalare tipico di Bugs Bunny, il che, fidatevi, ha senso. Nel doppiaggio le fanno dire altro. Allora il titolo diventa “Ma papà ti manda sola?”, e dici “ha senso perché comunque nel film lo dicono due volte”. See, in italiano. Nell’originale dicono altro. No, per dire quanto sono malati quelli che traducono i titoli e pure quelli che doppiano i film.

La trama non ve la racconto, che se no c’è l’effetto wikipedia, che uno va, legge per capire di che parla un film e senza manco accorgersene dopo quattro righe si ritrova a leggere il finale e le palle girano che la metà basta.

Vi dico solo questo: Ryan O’Neal è un musicologo imbranato che arriva a San Francisco per vincere un premio per una sua ricerca, accompagnato dalla fidanzata rompicoglioni Madeline Kahn. Viene abbordato in modo assurdo dalla svitata Barbara Streisand, che gli renderà la vita un delirio. In tutto ciò si inserisce una vicenda di borse di tela tutte uguali, con spie e ladri di gioielli.

Sì ma che è, mi chiederete.

Una commedia, cosa volete che sia?

E che commedia, signori miei, che commedia.

Non la conosce un cazzo di nessuno, me ne rendo conto, ma vi assicuro che fa spaccare dal ridere. Ma proprio ridere forte. E ridere con intelligenza, non ridere tipo “Scemo e più scemo”, che magari ogni tanto ridi pure ma ti vergogni perché è un film più scemo del titolo.

“Ma papà ti manda sola” è uno di quei film così fighi che poi vai al cinema, vedi American Hustle e dici “ma porco cazzo, non potevo stare a casa che mi mettevo su il dvd di Ma papà ti manda sola per l’ottava volta e anche se lo conosco a memoria sticazzi, sempre meglio di sta cagata che ho pure pagato per vederla”.

Gira voce tra quelli che ne sanno che in realtà il film sia il rifacimento di Susanna di tal Hawks, un film del ‘38. Ora, magari Susanna è un film fondamentale, ma io non l’ho visto, non ne so nulla, quindi me ne fotto e vi dico: datemi retta, fregatevene di American Hustle e guardatevi “Ma papà ti manda sola”.

Che poi Ryan O’Neal giovane e in forma è molto meglio di Christian Bale ingrassato e col finto riportino.

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