TorinoFilmFestival 2013: vince Club Sàndwich.

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L’edizione 2013 del Torino Film Festival si è conclusa con un grande successo di pubblico ed incassi +31% rispetto allo scorso anno. Gli ultimi anni del festival sono stati un crescendo di popolarità, attenzione dei media e qualità dei film presentati. Merito dei direttori, ma anche di una squadra vincente capitanata da emanuela Martini che nonostante budget ridotti, le polemiche con il festival di Roma, la politica- interessata solo ai nomi e non alla sostanza – ci ha regalato dieci giorni indimenticabili.
Grazie a Paolo Virzì, sempre presente e sorridente che ha ascoltato e dato voce anche a chi protestava (studenti e lavoratori), che non ha snaturato l’anima di questo festival, indipendente, riconoscibile e sedimentato nella storia, ma l’ha reso più frizzante e divertente. E grazie a tutti i cinefili, i curiosi e i tanti stranieri che hanno affollato (forse anche troppo!) le sale del Cinema Massimo, Lux e Reposi.
Tanti gli ospiti che giravano per la città come turisti, conquistati dalla meravigliosa atmosfera viva e appassionata. Mattatore assoluto di questa edizione, Elliott Gould, antidivo per eccellenza sornione e malinconico, a Torino per presentare la retrospettiva New Hollywood sui grandi film americani degli anni 70.
Ma veniamo a quello che più ci interessa: i film.
La giuria, capitanata da Guillermo Arriaga, ribaltando i pronostici che davano come vincitore il film venezuelano Pelo Malo di Mariana Rondón, ha premiato la commedia messicana Club Sàndwich di Fernando Eimbcke, un plot semplice e intimista che ha conquistato il festival.
Per chi scrive degni di nota sono stati i due film francesi, La Bataille de Solferino di Justine Triet, uno zibaldone travolgente, un vorticoso intreccio tra vita e politica con una colonna sonora pazzesca e 2 Automnes 3 Hivers di Sebastien Betbeder un omaggio alla Nuovelle Vague, ma a colori. Narrazione diretta allo spettatore, sguardi in macchina e continui ammiccamenti. Betbeder infrange lo schermo l’ultima barriera che divide il personaggio dallo spettatore, con il risultato di una totale immedesimazione con i tormenti e le gioie di Arman, la scoperta Vincent Macaigne. Inoltre, la rivelazione La Mafia uccide solo d’estate, premio del pubblico 2013, non è facile parlare di certi argomenti e Pif ci è riuscito con originalità.

E veniamo alle sezioni collaterali della rassegna i più gettonati erano sicuramente Jodorowski e Jermusch, certezze che non deludono. Il primo, con l’autobiografico La danza dela la Realidad, ci regala l’ennesimo splendido viaggio surreale e bizzarro immagini e situazione che si stratifico in profondità e che con difficoltà ci abbandonano. Il secondo fa centro con Only lover left alive, atmosfere languide e conturbanti un inno alla bellezza e all’arte con una Tilda Swinton perfetta nel ruolo di vampira intellettuale.
Che dire di Francis Ha di Baumbach che forse paga un po’ le alte aspettative e il fatto di essere considerato, ancor prima della sua visione, un cult movie – non travolge e non convince pienamente, ma il ritratto di una città (New York) e di una generazione (trentenni o quasi) smarrita e indolente sono di estrema attualità. Notevole il bianco e nero.
E tanti altri film provenienti da tutto il mondo e dei più svariati generi. Troppo, difficile rincorrere tutto (triste condanna di ogni festival!)
E che dire della strizzata d’occhio al mondo della serialità televisiva che, per la prima volta, sbarca nel capoluogo piemontese con prodotti d’autore comeHouse of Card di David Fincher e del, a mio avviso, non riuscito Top of the lake di Jane Campion.
Poi, la sezione Onde sempre al passo con sperimentazione e avanguardia. E quella doc. quest’anno davvero ricca e interessante con fra gli altri: Stop the Pounding Heart di Roberto Minervini e I fantasmi di San Berillo di Edoardo Morabito, vincitori delle rispettive categorie internazionale e nazionale.
Insomma, Virzì ha messo d’accordo tutti, anche i più scettici, resta solo un’incognita: sarà ancora lui ha dirigere il festival (pop) il prossimo anno?
A noi, amanti di questa rassegna, poco importa. Al centro c’è il cinema, tutto il resto è noia.

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