è stato il figlio

Nicola Ciraulo (uno straordinario Toni Servillo, quasi inutile ribadirlo) è un padre di famiglia che sbarca il lunario con lavoretti saltuari, gente che più che vivere sopravvive immerso in una periferia palermitana meccanica e desolante. Ciraulo ha due figli, la più piccola Serenella è l’unico elemento di bellezza in un mondo fatto di miseria, la tenera vita di Serenella viene spezzata da una pallottola vagante durante un regolamento di conti. Accecati dal dolore un amico di famiglia informa Nicola della possibilità di ottenere un risarcimento dallo Stato per le vittime della mafia. La disperazione lascia il posto all’avidità e la famiglia Ciraulo inizia ad indebitarsi con commercianti e con strozzini, ma i soldi non arrivano e l’iter burocratico è estenuante, ma quando arrivano sono diventati così pochi che non bastano ad alimentare quel miracolo economico, quella svolta verso il benessere tanto agognata che l’unica cosa che rimane è quella di comprare una macchina lussuosa, una Mercedes, giusto per alimentare una sete consumistica. Nicola è tronfio della suo nuovo status. Tratta la macchina meglio dei suoi figli, ma quest’acquisto sarà anche la fonte della sua disgrazia.

Con E’ stato il figlio Ciprì dimostra ancora di più il suo innegabile talento (per questo film è allo stesso tempo regista,sceneggiatore e direttore della fotografia; un vero e proprio deus ex machina) nel disegnare personaggi grotteschi, ma allo stesso tempo affascinanti. Non per niente insieme all’inseparabile Maresco con “Cinico Tv” realizzavano (siamo negli anni 90) una galleria di mostri e personaggi al limite dell’assurdo che quasi preannunciavano gli scandali di corruzione, sprechi e amoralità dell’attuale classe dirigente italiana.

Un affresco tragico e disperato di un’Italia che sembra lontana, ma che in realtà, purtroppo per noi, non lo è.

Presentato all’ultima mostra del cinema di Venezia è valso a Fabrizio Falco il premio Marcello Mastroianni.

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