L’intervallo

L’intervallo è un piccolo grande gioiello di cinema italiano firmato del giovane documentarista Leonardo Di Costanzo che per la prima volta si dà al lungometraggio di finzione.

La vicenda è molto semplice Veronica, per aver fatto uno sgarro al capo clan del quartiere viene tenuta in ostaggio in una vecchia casa insieme a Salvatore il suo riluttante carceriere. Fra i due nasce un un rapporto di complicità e intesa molto forte, confessano sogni e aspettative reciproche; lui sogna di diventare cuoco e lei da buona ragazza cresciuta a pane e reality sogna il successo e la fama. I protagonisti, acerbi e spontanei (un valore aggiunto per l’intera opera di Di Costanzo), si inseguono, si perdono per poi ritrovarsi; ambedue spinti dalla voglia di scappare da una realtà squallida e fatiscente, come l’edificio in cui si svolge l’intera storia, ma la paura di forze più grandi di loro li costringe all’immobilità.

L’intervallo è quel momento di sospensione dalla realtà e il momento dalla fantasia, del sognare altri luoghi e altri posti e il momento nel quale tutto sembra più leggero e possibile.

Di Costanzo realizza una potente variazione sul tema camorristico con stile asciutto ed essenziale privo di fronzoli e clichés. ( non ci sono sparatorie e uccisioni sanguinolente e anche i personaggi del boss e dei suoi scagnozzi vengono delineati in manieri non parodistica) Utilizza il dialetto e non utilizza i sottotitoli (scelta azzeccata) anche in quei frangenti in cui è davvero difficile la comprensione per restituire in maniera ancora più autentica e schietta la realtà della camorra.

La fotografia è curata dal sempre bravo Luca Bigazzi. Presentato all’ultimo festival di Venezia nella sezione Orizzonti, premiato e acclamato da critica e pubblico: L’Intervallo di Leonardo di Costanzo un film e un autore da tenere d’occhio.

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