EvA

Vincitore di 3 Goya (9 erano le nominations) presentato a Venezia lo scorso anno nella sezione Fuori concorso arriva nelle sale italiane Eva uno sci-fi made in Spain.

Alex ingegnere cibernetico torna a Santa Irene per portre a termine un progetto rivoluzionario: creare un robot bambino. La routine di Alex sarà movimentata dall’arrivo di Eva, la figlia del fratello David e della sua amica Lana.

 

Ultimamente è diventata quasi una consuetudine trovare nelle sale film ambientati in futuri non troppo distanti dal nostro presente nei quali è forte la messa in discussione del ruolo della tecnologia, le sue implicazioni, l’ancora e sempre difficile ‘interazione fra uomo e macchina Prima Womb tutto si svolgeva su un piano profondamente psicologico ed interiore in Eva la tecnologia è visibile e ben integrata nella storia (ottimi gli effetti speciali) Kike Maillo riesce appieno nell’intento di mescolare il mondo artificiale dei robot con quello delle emozioni. Si fa fatica a distinguere chi è umano e, si presuppone, portatore sano di sentimenti e chi è fatto solo di circuiti e stimoli pre- confezionati.

L’unica caduta di stile? Lo svelamento della vera ‘identità della piccola Eva decisamente sbandierata e qualche altro passaggio narrativo costruito in maniera un po’ superficiale, ma non c’è da preoccuparsi, piccoli nei in un film che vale la pena vedere anche e soprattutto per la convincente interpretazioni di Caludia Vega che come i replicanti di Blade Runner anela, con struggente forza, a conquistare quell’imperfezione tipica degli essere umani.

Un film di fantascienza più vero del reale.

 

 

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