La Faida

Albania. Nik è un ragazzo di diciassette anni il suo sogno, dopo il diploma, è aprirsi un internet point. Sua sorella, Rudina, è una ragazza studiosa che sogna di andare all’università. La loro è una famiglia umile come tante. Il padre lavora nei campi e consegna il pane fresco nel paese, la la madre lavora e poi ci sono anche i due fratelli più piccoli. L’apparente normalità viene improvvisamente sconvolta da un litigio con il vicino di casa per un banale spicchio di terreno di passaggio. Ci scappa il morto e il padre di Nik (testimone e non esecutore del delitto) è costretto a fuggire per evitare la prigione.

E secondo l’assioma: le colpe dei genitori ricadono sui figli, il povero Nick, per evitare di essere ucciso dalla famiglia rivale, è costretto a stare rinchiuso in casa, la sorella è costretta a lasciare la scuola e a dedicarsi agli affari. Tutto per colpa di un’antica usanza che rende legale quella che noi chiamiamo faida..

Se all’inizio del film l’Albania descritta da Joshua Marston, già regista di Maria Full of Grace, è un’Albania moderna fatta di cellulari, internet, ragazzi che girano in scooter, feste…..di punto in bianco ci ritroviamo in un paese arcaico con codici di comportamento e di costume ben precisi e radicati.

Con grande coraggio, dato forse dalla disperazione, Nik si ribella a questa situazione senza senso con gli esiti che scoprirete solo arrivando fino alla fine della proeizione.

Per questo film, una co – produzione che coinvolge America, Italia, Albania e Danimarca distribuita da Fandango, Marston ha scelto un linguaggio visivo molto asciutto, lineare, esteticamente coinvolgente. La possibilità di cadere nel sentimentalismo incombe, ma con grande abilità Marston riesce ad aggirare l’ostacolo. Molto spesso indugia sui corpi dei due protagonisti (giovani, ma bravi) e questo aumenta il senso di costrizione che vivono.

La Faida , titolo originale The Forgiveness of Blood, premiato a Berlino nel 2011, è un ottimo prodotto che ci restituisce la sensazione del buono stato di salute che sta vivendo il cinema indipendente .

 

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