50/50

50/50  è quel genere di film che cercano di esorcizzare la paura per il dolore, la malattia, la morte con straordinaria e toccante ironia e pungente sarcasmo. L’abbiamo visto con il francese “la Guerre est declarè”di Valérie Donzelli (un evento in tutti i festival in cui è stato ospitato e prossimamente nelle sale)  entrambi presenti all’ultima edizione del Torino Film Festival. Il francese fuori concorso, mentre il film di Jonathan Levine era  in concorso.

Nel caso di Adam, un ragazzo la cui vita scorre tranquilla e beata: un buon lavoro, una fidanzata stupenda, amici fidati; la scoperta della malattia, così improvvisa e devastante sarà anche l’occasione per fare una sorta di punto della situazione su tutta la sua esistenza: lavoro, amici, amori, con fidanzata che scappa di fronte alla prima difficoltà e anche l’occasione per rivalutare il rapporto con i propri genitori, troppo spesso messi all’angolo ed esclusi.

La storia di Adam è raccontata con la giusta dose di ironia e di tristezza, o meglio, di realtà, sono svariati i momenti in cui diventa difficile trattenere le lacrime, ma il tutto viene gestito, da Levine, in maniera non eccessiva o troppo ostentata.

Insomma, un classico film da festival.

Una bellissima prova per Joseph Gordon Levitt che nell’ultimo periodo sta raccogliendo un sacco di apprezzamenti e non sbaglia un film, tanto da  fargli decidere di cambiare prospettiva. Infatti, fra poco, lo vedremo impegnato dietro la macchina da presa con un film che si prospetta davvero interessante. Restiamo in attesa.

 

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