Com’è bello far l’Amore

Non sapete quanto sia deludente e spiacevole trovarsi qui per stroncare, senza mezzi termini, l’ennesima commedia italiana: prima Miniero, poi Genovese e adesso è il turno di Fausto Brizzi, il regista che più di ogni altro non perde occasione di ribadire il suo attaccamento e il suo ispirarsi alla commedia sofisticata americana…. credici.

Dispiace dirlo, ma anche questa volta non ci siamo.

In breve: coppia di professionisti sposati da vent’anni e annoiati fuori e dentro le lenzuola, approfitta dell’arrivo dell’amico di lei, noto attore porno negli stati uniti, per cercare di dare nuova linfa al loro rapporto. Le situazioni che vanno a crearsi, si spostano dal banale, all’inutile, al messo lì senza una ragione apparente.

Nel calderone non poteva mancare anche il riferimento ai primi turbamenti amorosi adolescenziali del figlio della coppia: altro tema caro alla filmografia di Brizzi.

Citazioni varie, metacinema iniziale, cameo di Franco Trentalance, il divo del porno nostrano, che fa il verso al De Luigi che vende i detersivi. Pessimo.

C’è da aggiungere che se Claudia Gerini strappa qualche risata in più e anche qualche centimetro di carne, De Luigi si è ormai fossilizzato nel personaggio marito/fidanzato imbranato che non si distingue dal De Luigi che vende detersivi, con quello delle trasmissioni tv e quello del grande schermo. Insomma andare oltre? Anche qui lo dico con una punta di rammarico in più vista la stima che nutro per Fabio De Luigi e le grandi risate che mi ha personalmente regalato ai tempi della Gialappas’s Band.

Filippo Timi, bravo attore, ma in questo ruolo non mi ha per niente convinto, probabilmente non aiutato dalla sceneggiatura.

Insomma da questo cinema italiano mi aspetto qualcosa in più, mi aspetto qualcosa come Scialla e Sette Opere di Misericordia. Per citare gli ultimi in ordine di tempo e agli antipodi per cifra stilistica, ma espressione di un cinema italiano interessante che è possibile (auspicabile) realizzare.

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