Hesher è stato qui

Hesher è un personaggio fuori dal comune un anarchico metallaro che vagabonda con il suo scassato furgone per le periferie della città. Un bel giorno si imbatte nel giovane TJ che non sta passando un bel periodo, sua madre è morta da poco in un incidente e non riesce a elaborare il lutto, suo padre è afflitto da una depressione che lo blocca in uno stato semi catatonico e, in più, deve gestire le stravaganze della nonna che per alleviare le sue sofferenze fuma erba.

Hesher come se nulla fosse si trasferisce a casa di TJ rendendo spesso la vita del piccolo TJ un inferno, ma con il suo modo strampalato e sincero farà capire a tutti che è necessario andare avanti e che una seconda possibilità può essere concessa a tutti.

Sulla carta poteva diventare una vera e propria rivelazione. Un film che per certi versi ricorda le atmosfere di un altro piccolo grande film “ 10 Items more or less” con Morgan Freeman e Paz Vega, ma purtroppo non è così, molti elementi non vengono sviluppati e lasciati in sospeso: elaborazione del lutto le interazioni fra i vari personaggi.

Insomma, un’occasione sprecata per il regista Spencer Susser come sprecata è l’interpretazione di Natalie Portman, un ruolo che avrebbe potuto interpretare chiunque e che non aggiunge o toglie nulla alla sua  splendida carriera. Sprecata, nonostante l’accattivante colonna sonora e lo stravolgimento del sempre più bravo Joseph Gordon – Levitt  e di Devin Brochu, il giovane TJ, un ragazzino che con quel visino buca di già lo schermo.

Annunci