The Iron Lady

Cosa si può dire di questo film?

Impeccabile nella forma, una sceneggiatura che si sposta fra flashback e presente senza creare confusione, una Meryl Streep al top. Però dov’è Margaret Thatcher?

Il film non dice niente di più, ma molto di meno rispetto a quello che è stata la parabola di questa donna. Politico amato, quanto discusso, contestato. L’unica donna ad aver governato uno dei paesi più potenti del mondo per più di un decennio, andando contro tutto e contro tutti. Il primo ministro di un governo che ha messo in ginocchio l’intera economia di un paese, se non di tutta l’Europa.

Molti passaggi importanti della sua carriera politica, scioperi, lotte sindacali, attentati dell’IRA vengono accennati se non addirittura omessi, lasciando spazio più alla donna, una donna sicuramente ambiziosa, ma completamente sola assorbita da se stessa e dalla voglia di voler a tutti costi cambiare il mondo, non si sa se in meglio o in peggio.

Tutto questo è apprezzabilissimo, ma non basta. Il film sembra più un’operazione per dare nuovo vigore a una carriera (quella della Streep) che ultimamente l’aveva vista recitare ruoli non all’altezza del suo talento. In questo senso l’operazione è riuscita.

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