E ora dove andiamo?

Seconda opera della regista libanese Nadine Labaki che aveva impressionato tutti con Caramel.

E ora dove andiamo? e una favola surreale e esilarante contro l’integralismo e contro ogni tipo di pregiudizio nei confronti delle diversità.Siamo in un piccolo paese sulle colline di un non precisato punto del Medioriente, un paese così sperduto nel quale non è ancora arrivata la tv. Un paese nel quale cristiani e mussulmani hanno sempre convissuto pacificamente, fino a che qualcosa, che qui non raccontiamo per non svelare troppo della trama, non sconvolge gli equilibri della comunità. A questo punto le donne del paese (protagoniste assolute della pellicola) uniscono le proprie forze e per porre fine al conflitto e riportare l’armonia e la pace perdute, arrivano a servirsi di  soluzioni poco ortodosse, ma efficaci.Una favola sì, dove non mancano momenti da musical veramente divertenti e di grande impatto, basta vedere la scena di apertura con un corteo funebre di sole donne che danza il proprio dolore.

La grandiosità di questo piccolo film della Labaki presentato a Venezia e il  modo di trattare un argomento così scottante, una ferita ancora aperta non solo per il Medioriente,  in maniera leggera, ma non superficiale.

Alla fine gli uomini del paese si chiedono e ora dove andiamo? La domanda rimane senza risposta, poco importante, in questo caso una risposta  non è necessaria.

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