L’Ultimo Terrestre

L’ultimo terrestre, presentato all’ultimo festival di Venezia, è l’opera prima di Gian Alfonso Pacinotti, in arte, Gipi. Fumettista di successo e non a caso la pellicola è tratta da un fumetto di Giacomo Monti “Nessuno mi farà del male.”

Pigi ci regala un film dalla prospettiva tutta  nuova per il cinema italiano che ha sempre paura di azzardare, infatti, il film è un film di fantascienza che parla di alieni.

Alieni che arrivano sulla terra, L’italia, un paese gretto, disilluso, indolente, alieni che sono gli unici a capire la differenza tra bene e male, giusto e sbagliato (sguardo che nn ha paura di essere moralistico). Alieni venuti tra gli umani per regalarci una possibilità di cambiamento, l’unico a cogliere questa occasione e il protagonista Luca Bertacci, diverso fra i diversi, malato di solitudine, misogino, anaffettivo, l’unico che alla fine non scapperà, ma affronterà il futuro con forza e consapevolezza.

Pigi inserisce i suoi personaggi in ambienti  minimali, geometrici, freddi e decadenti, ma lo fa con grande forza espressiva e questo è sicuramente un punto a suo favore, vista l’incapacità di elaborare un intreccio solido, di costruzione definita dei personaggi, anche comprimari e di gestione dei rapporti fra di essi, nonostante questi difetti stilistici possiamo dire che quello di Gipi è un felice esordio.

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