Anonymous

Roland Emmerich  mette in dubbio la vera l’identità di Shakespeare, uno dei più grandi autori dei nostri tempi. Secondo l’idea del regista il bardo sarebbe  Edward de Vere conte di Oxford.

Ci risiamo:  intrighi di corte, paternità nascoste, giochi di potere, manovre politiche, ma il tutto è poco incisivo, poco attraente. Scene, costumi, tutto sembra già visto già detto. Emmericch abbandona alieni, mostri e cataclismi che tutto distrubbono e usa l’arma della parola, più forti dell  tutto e l’unica che resiste al tempo. Un film difficile da definire, forse troppo ambizioso e con troppa carne al fuoco, calderone pieno di input che non riescono però ad arrivare in nessun posto.

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