La Kryptonite nella Borsa

Siamo nella  Napoli degli anni 70, Peppino, è un bambino particolare uno perchè è costretto a crescere in una famiglia decisamente atipica, scombinata: un padre poco affidabile, una madre depressa e due zii hippie in piena rivoluzione e due perchè  a scuola e con gli altri compagni non è di certo il più richiesto.  Peppino è un bambino dalla fervida immaginazione e per sopravvivere alla sua famiglia si rifugia nella figura di suo cugino Gennaro, improvvisamente scomparso che si crede  superman.

Alla regia Ivan Cotroneo, sceneggiatore a autore del romanzo da cui è tratto il film, qui al suo debutto dietro la macchina da presa è stato uno dei film italiani in concorso all’ultimo festival del cinema di Roma.

E’ una spensierata, divertente, colorata (fotografia dell’amico  Luca Bigazzi) malinconica, commedia, dal ritmo incalzante che tiene attaccato alla poltrona lo spettatore.  Travolgente la colonna sonora.

Quelli che non hanno amato il film dicono che a livello registico e di gestione dei personaggi non si è detto niente di nuovo facendo affidamento solo su una sceneggiatura ben scritta,  forse questo atteggiamento è figlio di una stagione in cui, in Italia, quei pochi film interessanti che si facevano sono ambientati nei favolosi 70 anni e adesso siamo tutti un pò saturi e non appena iniziamo a sentire odore di Seventies, storciamo il naso.  Poi, Cotroneo arriva dal mondo della tv e allora i detrattori dei prodotti tv storcono il naso, ma poco importa io adoro i film di sceneggiatura…. quindi pollice in alto.

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