Faust

Si chiude la tetralogia sulla natura del potere del regista russo Sokurov iniziata con Moloch (Hitler) Taurus (Lenin) Il sole (hiroito).

Faust è l’unica figura letteraria dei quattro. Ispirato dal romanzo di Goethe. Il Faust di Sokurov  che è stato anche Leone d’oro all’ultimo festival di Venezia, è un film complesso è una riassunto di tutte le arti, la pittura, l’estetica, la letteratura. E’ una parabola a discendere nelle profondità della miseria umana, poi improvvisamente ti fa risalire, facendoti credere che un’anima esiste, ma non è così.

Sokurov stordisce con infiniti dialoghi e parole, distorce l’immagine visto che la realtà è ormai distorta e per le immagini utilizza filtri verdi-giallognoli come se il mondo fosse un cadavere in putrefazione.  Spesso sembra di trovarsi all’interno di un quadro di Bosch, dove la natura è bestiale, animalesca appunto infernale. Come Melancholia, nonostante la complessità dei temi trattati e dell’intreccio e se vogliamo pesantezza è un film estremamente evocativo, l’ultima mezz’ora di film vale il biglietto.

Annunci